L'
EDIFICIO SCIO: DA MAGAZZINO A FACOLTA'
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In
epoca contemporanea, dalla seconda guerra mondiale
in poi, la Darsena ha vissuto un graduale abbandono.
Nel 1990 lo studio degli ing. Aldo Pino e Aldo Luigi
Rizzo ha ricevuto l'incarico per la redazione del
progetto di riconversione funzionale del quartiere
Scio ed il suo adeguamento alle molteplici esigenze
di un complesso universitario.
I lavori iniziati nel novembre 1990, sono terminati
nel 1996. |
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Altri grandi progetti di recupero sono peraltro oggi
quasi realizzati nell'area circostante, destinata
a diventare un polo ludico e culturale di grande attrazione
al servizio della città, con il probabile trasferimento
nel vecchio edificio del Silos Hennebique di una parte
della Facoltà di Ingegneria e la costruzione di una
grande piazza sul mare. Nel 2004, anno in cui Genova
ha costituito un punto di attrazione particolare come
Città Europea della Cultura, è stato realizzato nel
quartiere Galata il nuovo Museo del Mare e della
Navigazione; il recupero degli edifici Cembalo, Metelino
e Tabarca offrirà nuovi spazi residenziali, ludici
e operativi.
Il nuovo waterfront della città, dai Magazzini del
Cotone alla Darsena, già da ora collegati da un percorso
pedonale, sarà così completato, avendo avuto nella
nuova Facoltà di Economa un primo e importante volano
per il proprio sviluppo.
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Il quartiere Scio, una stecca lunga 135 mt. e larga 26
mt., orientata da levante a ponente, prima dell'intervento
di ristrutturazione, si presentava planimetricamente
caratterizzato da un fitto reticolo di pilastri in
cemento armato, modulati secondo una maglia quadrata
di cinque metri, testimonianza di un vecchio intervento
di trasformazione realizzato intorno agli Anni Venti
di questo secolo. Nell'occasione del recupero finalizzato
a sede universitaria, l'interno del fabbricato è stato
svuotato e rifatto interamente, lasciando integri
i muri d'ambito.
L'intento del progetto è stato quello di ridar forza
e massa, in termini compositivi ed espressivi, alla
cortina muraria che, oltretutto, non poteva essere
modificata per vincolo monumentale. |
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Ciò è stato attuato ripristinando i vuoti delle
bucature, eliminando le vecchie superfetazioni e
riprogettandone di nuove, meglio relazionate, che
sul piano compositivo non si allineano con il muro
d'ambito ma o sono arretrate o ne fuoriescono a
sbalzo: si è creato così sul tetto un suolo artificiale,
una banchina sospesa da dove si dominano il mare
e la città. I nuovi volumi che vi sorgono possono
contenere spazi liberamente articolati per le attività
didattiche che, così, si sottraggono ai condizionamenti
della preesistente gabbia strutturale peraltro adatta
alle esigenze dell' attività di ricerca (Dipartimenti
). Il peso di questi nuovi corpi, la cui struttura
portante è in acciaio, grava in parte su quella
esistente mentre nel caso delle grandi aule, che
aggettano rispetto alla facciata sud, si scarica
direttamente a terra mediante una struttura arcuata,
anch'essa in acciaio.
Tutto l'organismo è ricco di percorsi interni visti
e pensati come strade che portano a piazze e piazzette,
aperte e chiuse, coperte ma aperte, con grande generosità
di spazi dove muoversi ma anche sostare. Le scelte
adottate nell'uso di certi materiali sono in sintonia
con il carattere paleontologico del fabbricato esistente
e delle altre infrastrutture storiche portuali:
vedi, ad esempio, l'utilizzo di profili metallici
imbullonati invece che saldati per la struttura.
In generale, il linguaggio architettonico è caratterizzato
dall'uso di componenti industrializzate (pareti
continue vetrate, tamponamenti con pannelli in lamiera
di alluminio o con pannelli traslucidi in vetrocemento,
moduli di copertura in metacrilato, profili e lamiere
di acciaio zincato, solai prefabbricati, etc.).
Anche il trattamento con vernice metallica dei corpi
in cemento armato "faccia a vista" e di certe superfici
intonacate vuol essere un richiamo tecnologico.
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ALCUNE IMMAGINI DELLA FACOLTA'
Ultimo aggiornamento:
28.06.2010
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