Materiali: Il libro antico. Introduzione
Ultimo aggiornamento il: 31.03.2006
Il Libro antico presso il CSB di Economia dell'Università di Genova. Una introduzione
A cura di dott.ssa Marina Faggiani
Il catalogo dei libri antichi del C.S.B. di Economia ha rappresentato
il traguardo di un paziente lavoro di ritrovamento, collocazione, catalogazione e
costituzione fisica di un fondo antico degno di essere messo in luce; questo traguardo ha avuto
come cornice ideale il 2004, Anno della cultura a Genova per il quale la presente
compilazione ha costituito il modesto contributo.
Lo scopo del lavoro ha avuto come obiettivo la localizzazione e l'individuazione
delle edizioni precedenti il XIX secolo conservate nel C.S.B. di Economia, visione
senza dubbio riduttiva, trattandosi di libri antichi che meriterebbero ben altra
attenzione e ben diverso trattamento. Si è cercato, però, di creare una base di
lavoro che potrà dare il via ad una più completa opera di valorizzazione del fondo,
mettendo in luce più propriamente copie, esemplari o tutti quegli elementi che
rendono la descrizione del libro antico un universo sempre nuovo ed affascinante.
In questa ottica soprattutto pratica si inseriscono quindi le indicazioni di quegli
elementi strettamente locali quali le collocazioni fisiche, i numeri di inventario
o codici interni alfanumerici (di esclusivo uso interno, come il "codice di biblioteca")
che si sono rivelati utilissimi per il loro ordinamento
e la loro ricognizione mentre non si è proceduto, per esempio, ad alcuna
rilevazione di impronta. L'individuazione degli elementi riportati per ogni volume
dovrebbe comunque essere più che sufficiente per un non lontano inserimento
nel catalogo informatico dell'Ateneo, che permetterà di
far conoscere a livello nazionale ed internazionale la piccola monade antica
contenuta nel C.S.B. di Economia.
La scelta dell'intestazione ha avuto come riferimento le regole RICA,
mentre la descrizione si è basata sulle norme ISBD (A); ogni testo catalogato
è stato cercato e confrontato, per la scelta dell'intestazione o la descrizione
catalografica, con i maggiori repertori on line italiani o stranieri che sono
stati oggetto di una sezione dedicata del presente volume. Il codice identificativo
non indica pertanto l'individuazione di un medesimo esemplare ma solo fonte
della descrizione, dell'intestazione o l'esito del confronto.
La Biblioteca al momento possiede
22 volumi (intesi come unità
fisiche) risalenti al XVI secolo. Viene inserita in questa sezione anche un falso
Settecentesco, tipograficamente datato 1537;
e
53 volumi sono risalenti al XVII
secolo; le
edizioni risalenti
al secolo XVIII sono più di 300.
Il Cinquecento è rappresentato con una forbice abbastanza estesa: il testo più antico
risale 1546 mentre l'ultima cinquecentina data al 1589. Il Seicento vede
invece un testo iniziale del 1602 e termina con un'edizione inglese del 1699.
Dalla consultazione dei registri inventariali del C.S.B. si deduce che il
fondo è stato costituito dall'immediato dopoguerra fino alla prima metà degli
anni Cinquanta ricorrendo a librerie antiquarie italiane e straniere;
fanno eccezione i volumi pervenuti alla Biblioteca alla fine del
secolo scorso, quando l'ex Istituto di Lingue ha ceduto il proprio
patrimonio librario alla Biblioteca centrale.
In effetti questi costituiscono un nucleo a sé stante all'interno di questo
patrimonio librario e sono facilmente distinguibili a causa degli
argomenti trattati. Il nucleo storico del fondo antico infatti
comprende opere di discipline giuridiche, matematiche, economiche,
in senso più o meno ampio; il patrimonio linguistico ha invece
apportato opere di argomento soprattutto letterario : la provenienza
quindi giustifica l'esistenza di materiale apparentemente estraneo
alle discipline tradizionali del C.S.B. All'interno del fondo troviamo
sia opere di contenuto giurisprudenziale, come per esempio il
Theatrum veritatis et iustitiae del De Luca,
sia contabile, quale il Flori
, Trattato del modo di tenere il libro doppio domestico,
in cui l'autore si rivolge a tutti coloro che necessitano di una ordinata contabilità.
Non mancano libri curiosi quale, per esempio, il
Tesoro delle gioie,
che si inserisce a buon diritto in una raccolta di interesse
prevalentemente economico in quanto trattato indubbiamente merceologico;
in
Della famosissima Compagnia della Lesina troviamo
invece divertenti statuti di una fantastica Accademia che stabilisce
precetti per vivere in economia secondo i dettami della più stretta avarizia.
Genova non è assente né tra gli autori, persona o ente,
né tra i tipografi: da segnalare tra gli altri, per esempio, il
Breve trattato delle continuationi de' cambi edito
dal Pavoni di cui la scrivente ha trovato traccia solo G.Ruffini,
Sotto il segno del pavone, Milano, F.Angeli, 1994.
La raccolta presenta infatti una notevole varietà di formati, di legature,
di illustrazioni, di paginazioni diverse che possono testimoniare,
in uno studio più approfondito anche solo dei frontespizi,
l'evoluzione del libro come manufatto, oggetto di cura e di
sperimentazione grafica nel XVI secolo fino alla compiuta
raffinatezza del XVIII secolo, attraverso il pesante e ornato
gusto tipografico del 1600. Ricca è anche la
tipologia delle marche tipografiche, in alcuni casi veramente notevoli
per immagini, colori o raffinatezza di disegno.
Un sentito grazie al Dott. G. Ruffini, alla cui inesauribile
pazienza e spiccata competenza la scrivente è ricorsa
in innumerevoli occasioni.
Per questo servizio contattare:
dott.ssa Marina Faggiani tel 010-209/5214