Storia della biblioteca di Economia
Ultimo aggiornamento il: 01.03.2006
L'attuale C.S.B. di Economia nasce come Biblioteca della Regia Scuola
Superiore di Applicazione per gli Studi Commerciali negli ultimi
decenni dell'Ottocento e conta nel 1887 4.500 volumi che salgono a
7.281 nel 1889, tra cui 71 periodici. L'intento di fornire gli
strumenti scientifici indispensabili agli studenti tramite la
costituzione di una ricca biblioteca viene tenacemente perseguito
dal Prof. Enrico Bensa, che si dedica con passione non solo ad
acquisire volumi ma anche a compilare inventario, catalogo per
autore e per materia secondo le indicazioni della Biblioteca del
Museo Britannico, modello per i principi base dell'ordinamento,
per le schede catalografiche e per l'arredamento.
La scarsità di fondi e la molteplicità delle discipline, assai
differenziate fra loro, non facilitano questo compito: si privilegiano
inizialmente fondi di materiale geografico (nel 1888 viene acquistato
un globo proveniente dalla Germania) e volumi di computisteria
commerciale ma, in rapida successione, tramite opere di
consultazione corrente e testi di difficile reperibilità,
l'offerta di materiale didattico si allarga
"per guisa
che ogni istituto commerciale si presentasse allo studio
sotto tutti i suoi aspetti". Contribuiscono all'accrescimento
del patrimonio librario Enti economici, Istituzioni di varia natura,
Ministeri, Camere di commercio, Consolati italiani e stranieri.
Fino agli anni Trenta del Novecento più di un terzo dei volumi
è ricevuta in dono. La Biblioteca costituisce già da allora per gli
studiosi dell'Istituto un mezzo di comunicazione con gli ambienti
economici e con la città nel suo complesso, per la quale è un punto
di riferimento culturale; in particolare, gli operatori economici
genovesi la considerano un servizio per la città.
La sede, nel
frattempo, si sposta da Via D.Chiossone a Palazzo Spinola, in
Via Garibaldi, e, finalmente, nelle ampie corsie del secondo piano
dell'ex Ospedale di Pammatone. Qui la nuova Facoltà di Scienze
economiche e Commerciali ha a disposizione per sé e per la città
più di 56.000 volumi che vengono tuttavia distrutti dal
bombardamento dell'ottobre 1942.
Negli anni successivi i
docenti della Facoltà di Economia e Commercio iniziano l'opera
di ricostruzione di quello che rappresenta il nucleo iniziale
dell'attuale biblioteca di Facoltà: dai registri inventariali
si scopre che dai primi mesi del 1944 si procede ad acquisti
presso le librerie antiquarie, vengono acquistate in blocco le
biblioteche di Attilio Cabiati e del Prof. Renzo Fubini di Torino.
Nel 1947 viene sostituita la Commissione direttiva con la
figura del Direttore docente e si concretizza con l'elezione
del Prof. Francesco Borlandi nel 1950; mentre si inizia la
formazione di cataloghi specializzati, si istituisce il
registro incaricato ad accogliere le richieste di materiale
librario dei docenti. Poiché la biblioteca è giudicata
elemento indispensabile per il normale funzionamento della
Facoltà ed essenziale al suo tradizionale prestigio, il
Consiglio dei docenti le rivolge particolare attenzione
e, pur nelle ristrettezze della nuova sede logistica di
Via Bertani 1, non esita a sacrificare gli studi dei
docenti a favore di una adeguata collocazione dei libri
e di una idonea sistemazione della sala di lettura.
Viene così istituito un "contributo speciale annuo di
biblioteca [...]" a carico di tutti gli iscritti alla Facoltà.
Attraverso questo difficile ma continuo cammino, alle soglie
del nuovo millennio la biblioteca si offre agli utenti
dell'Ateneo e di tutta la città in una veste profondamente
rinnovata sia dal punto di vista logistico sia strutturale.
Ricca di una collezione che assomma quasi a 150.000 volumi,
con 900 titoli di periodici correnti, occupa nel Quartiere
Scio l'imponente sala a volte al piano terra, densa di
storia, due ampie sale al 2. livello più un ulteriore
spazio al terzo livello.
Alla diversificazione logistica
corrisponde una diversificazione di quanto offerto:
alla consultazione del materiale cartaceo tradizionale,
reso adesso ancora più fruibile dalla scaffalatura
aperta, si affianca progressivamente ed in maniera
sempre più massiccia la consultazione di materiale
informativo in formato elettronico.
La biblioteca di
antica concezione, con la partecipazione attiva al
"ciclone Internet", sta evolvendo velocemente verso
la biblioteca virtuale, centro di diffusione di
informazioni destinato a dare una risposta a necessità
informative che travalicano l'ambito di una raccolta
libraria anche estesa, grazie alla robusta opera di
informatizzazione globale di ogni attività bibliotecnica
ed amministrativa iniziata nell'ultimo decennio del
secolo scorso.
Si affianca ai compiti informativi,
tutto sommato ancora parzialmente tradizionali nonostante
i diversi supporti, l'introduzione di nuovi servizi
quali la possibilità di elaborare testi utilizzando
le strutture informatiche messe a disposizione dell'utente
o di migliorare le proprie competenze linguistiche grazie
ad un laboratorio linguistico di moderna concezione ed
attrezzato secondo i più recenti ritrovati tecnologici.
La diversa realtà della biblioteca si rispecchia nel
profondo cambiamento strutturale sotteso dal nome stesso:
non più soltanto Biblioteca di Facoltà ma Centro di
Servizi Bibliotecari della Facoltà di Economia,
interattiva in stretto contatto sia con la Facoltà
sia con l'Ateneo stesso con cui condivide
iniziative e compiti di più ampio respiro.
Dall'anno 2001 ospita inoltre il Centro di
Documentazione Europea (CDE), istituito in
seguito ad apposita convenzione tra l'Università
degli Studi di Genova e la Direzione Generale
X della Commissione Europea.
(Notizie storiche tratte da "Dalla Scuola Superiore di Commercio alla Facoltà di Economia", a cura di Paola Massa Piergiovanni)